Normativa Leggi Decreti del presidente della repubblica, del Ministro ... - Delibere, Regolamenti, Ordinanze, Circolari

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R.D. 23/05/1924 n. 827

Art. 546. I buoni ordinari sono al portatore o all'ordine, a richiesta dell'acquirente, che ne può versare l'importo presso qualunque tesoreria o presso gli uffici postali fuori del capoluogo della provincia. I primi vengono rilasciati dalla tesoreria centrale del Regno o dalle sezioni di r. tesoreria; i secondi dalla direzione generale del tesoro. I buoni da lire mille possono essere soltanto all'ordine.

Art. 547. I buoni sono stampati su carta filigranata, portano impresso il suggello a secco della Repubblica Italiana sono muniti di matrice, contromatrice e cedo la interessi e portano le indicazioni del numero progressivo per ciascuna serie e per ciascun esercizio, del capitale nominale, degli interessi corrisposti, della durata, della data di emissione e di scadenza, della Tesoreria che ha ricevuto il versamento e di quella che deve effettuarne il pagamento alla scadenza. Quelli all'ordine devono inoltre indicare la persona o l'ente a cui favore sono rilasciati. Quelli al portatore hanno la firma in fac-simile del direttore generale del Tesoro, e all'atto della emissione vengono firmati dal tesoriere centrale o dal cassiere della sezione di Tesoreria, e dal controllore capo o dal capo della sezione di Tesoreria. Quelli all'ordine vengono firmati all'atto 2ell'emissione dal direttore generale del Tesoro o da un suo delegato. I buoni stessi, sia all'ordine che al portatore, sono distinti nelle seguenti quindici serie: A da L.1.000 solo per i buoni all'ordine B ¯ ¯ 5.000 C ¯ ¯ 10.000 D ¯ ¯ 25.000 E ¯ ¯ 50.000 F ¯ ¯ 100.000 G ¯ ¯ 500.000 H ¯ ¯1.000.000 I ¯ ¯ 2.000.000 L ¯ ¯ 5.000.000 M ¯ ¯ 10.000.000 N ¯ ¯ 50.000.000 O ¯ ¯ 100.000.000 P ¯ ¯ 500.000.000 Q ¯ ¯1.000.000.000

Art. 548. Salvo il disposto dell'art. 71 del regio decreto 18 novembre 1923 n. 2440, le caratteristiche, la durata in mesi, sino ad un massimo di 12, e la misura degli interessi dei buoni del Tesoro ordinari sono stabiliti con decreti del Ministro per il tesoro. Quando viene variata la misura dell'interesse, la variazione non è applicabile alle somme gi versate per acquisto dei buoni. Nel computo degli interessi il mese si considera di 30 giorni e le scadenze sono sempre a mesi interi a decorrere dal giorno in cui la somma è versata nelle Tesorerie o negli uffici postali. Il calcolo degli interessi viene arrotondato con l'osservanza delle norme che regolano l'arrotondamento dei pagamenti delle pubbliche Amministrazioni.

Art. 549. I moduli per i buoni all'ordine sono forniti dalla direzione generale del tesoro, consegnati ad un suo funzionario che ne è responsabile e che, per seguire il movimento dei moduli stessi, tiene apposito registro di carico e scarico distintamente per ogni serie. I buoni al portatore sono forniti ad ogni singola tesoreria che li assume in carico e tiene, in concorso col controllore capo o col capo della delegazione del tesoro, un registro analogo a quello di cui al comma precedente.

Art. 550. In corrispondenza degli acquisti di buoni del Tesoro ordinari le Tesorerie emettono giornalmente quietanze d'entrata per l'importo del valore nominale dei buoni stessi. Tali quietanze debbono indicare

a) pei buoni al portatore: la quantità dei buoni da rilasciare per ciascuna serie, la loro durata in mesi, la decorrenza degli interessi, quando il versamento sia stato effettuato presso un ufficio postale e la tesoreria che dovrà effettuarne il pagamento alla scadenza

b) pei buoni all'ordine: le stesse indicazioni di cui alla precedente lettera a) ed inoltre il nome e cognome della persona o la denominazione dell'ente a cui favore i buoni debbono intestarsi, nonché‚ la qualità di chi legalmente lo rappresenta. Nelle quietanze per acquisto di buoni da intestare a comuni deve essere indicato che sono pagabili su quietanza del rispettivo tesoriere o cassiere col visto del sindaco; in quelle di buoni da intestare a istituzioni pubbliche di beneficenza deve risultare che i buoni sono pagabili su quietanza del rispettivo cassiere o tesoriere col visto del presidente dell'opera intestataria e del prefetto della provincia; in quelle di buoni da intestare a minori, a interdetti e ad inabilitati deve essere indicato il nome e cognome e la qualità di chi legal- mente li rappresenta. Nelle quietanze emesse in commutazione di vaglia postali di servizio o di vaglia del Tesoro, devono essere indicati il numero e la data dei vaglia stessi e in quelle per rinnovazione di buoni scaduti la data della loro presentazione o quella della loro scadenza.

551. Per gli acquisti dei buoni all'ordine le Tesorerie emettono vaglia del Tesoro per il capitale nominale, detratti gli interessi, commutabile in quietanza presso la Tesoreria centrale e rilasciano agli acquirenti ricevute provvisorie da staccarsi da un libretto a madre e figlia. Le relative quietanze, emesse dalla Tesoreria centrale, vengono trasmesse alla Direzione generale del Tesoro. Le quietanze relative ai buoni al portatore vengono dalle Tesorerie allegate al prospetto mensile di cui al successivo art. 555.

Art. 552. I buoni al portatore sono consegnati agli acquirenti, all'atto del versamento, dalla Tesoreria presso la quale il versamento stesso è stato eseguito. Quando le Tesorerie siano sprovviste di moduli di buoni al portatore, rilasciano al nome dell'acquirente apposita ricevuta provvisoria staccata da un libretto a madre e figlia ed emettono vaglia del Tesoro commutabile in quietanza, per il capitale nominale detratti gli interessi.

Art. 553. La direzione generale del tesoro invia alla tesoreria, presso la quale fu eseguito il relativo versamento, i buoni all'ordine, da essa predisposti in base al- le indicazioni delle relative quietanze, insieme ad una ricevuta appositamente predisposta, che la tesoreria stessa restituisce firmata col visto del controllore capo o del capo della delegazione del tesoro. Contemporaneamente invia al controllore capo od al capo della delegazione le contromatrici dei buoni suddetti. Se tra questi buoni ve ne siano taluni pagabili a scadenza da una tesoreria diversa da quella che ha ricevuto il versamento, la relativa contromatrice viene invece inviata al controllore capo ovvero al capo della competente delegazione del tesoro secondo che il pagamento debba effettuarsi alla scadenza dalla tesoreria centrale o da una sezione di tesoreria.

Art. 554. La ricevuta provvisoria di cui agli articoli 551 e 552 deve essere presentata alle Tesorerie per il ritiro dei buoni al portatore od all'ordine. Le Tesorerie medesime, dopo di aver verificata la corrispondenza con la relativa matrice, effettuano la consegna dei buoni, del cui ritiro l'esibitore deve fare dichiarazione sulla ricevuta medesima. Questa viene, poi, unita alla matrice suddetta.

Art. 555. Mensilmente le Tesorerie compilano, in doppio esemplare, un prospetto dimostrativo dei buoni al portatore alienati nel mese. Un esemplare di detto prospetto è dalle Tesorerie inviato alla Direzione generale del tesoro, insieme con le quietanze d'entrata riguardanti i relativi acquisti. L'altro esemplare viene dalle Tesorerie trasmesso alla Corte dei conti. La Direzione generale del tesoro compila analogo prospetto per i buoni all'ordine da essa emessi nel mese e lo trasmette alla Corte dei conti. Inoltre, le Tesorerie, per i buoni al portatore e all'ordine, compilano mensilmente separati prospetti, in duplice esemplare, relativi agli interessi sui buoni scaduti ed ai buoni rimborsati e li trasmettono, corredati rispettivamente dai tagliandi cedola e dai buoni, alla Direzione generale del tesoro.

Art. 556. I buoni ordinari all'ordine sono girabili, e le girate devono essere scritte, datate e sottoscritte. Le girate fatte da persone illetterate od altrimenti impossibilitate ad apporre la propria firma, devono risultare da atto notarile steso a tergo del buono.

Art. 557. Il rimborso dei buoni viene eseguito dalla tesoreria che li ha emessi o da quella indicata all'atto dell'acquisto o più tardi dal possessore mediante domanda rivolta alla delegazione del tesoro, presso la sezione di tesoreria ove il buono è pagabile od alla direzione generale del tesoro per i buoni pagabili dalla tesoreria centrale. A questo effetto gli uffici ai quali è diretta tale domanda provvedono all'invio della contromatrice relativa alla tesoreria sulla quale viene richiesto il pagamento. Il movimento di carico e scarico delle contromatrici ricevute e spedite è tenuto in evidenza dal controllore capo e dal capo della delegazione in apposito scadenzario.

Art. 558. La Corte dei conti esercita il riscontro sovra i buoni gi emessi in base ai prospetti dimostrativi, che alla fine di ogni mese le vengono inviati dalla direzione generale del tesoro per i buoni all'ordine e dalle tesorerie emittenti per i buoni al portatore a norma dell'art. 555.

Art. 559. I buoni al portatore rimasti inalienati al compiersi dell'esercizio vengono, dal- le tesorerie, rimessi con le necessarie cautele e col concorso del controllore capo o del capo della delegazione, che si accerta della avvenuta perforazione e dell'annullamento dei buoni stessi, alla officina carte valori direttamente. Questa, verificata la consistenza, per quantità e serie dei buoni pervenutile, ne d ricevuta alle tesorerie e procede poi alla distruzione dei buoni stessi nei modi prescritti. In modo analogo la direzione generale del tesoro provvede, per proprio con- to, alla distruzione dei moduli per buoni all'ordine che siano rimasti in suo possesso alla fine dell'esercizio e che più non le occorrono, dandone contemporaneamente discarico al funzionario che li aveva in consegna. Sezione II - Pagamento e prescrizione dei buoni.

Art. 560. I tesorieri non possono pagare alcun buono del tesoro se non esiste in tesoreria la relativa contromatrice, con la quale devono confrontarlo per accertarne la legittimità e riconoscere se sia scaduto. Se il buono non confronta con la contromatrice o fa sorgere comunque dubbi sulla sua legittimità, i tesorieri lo ritirano senza effettuare il pagamento e rilasciano una ricevuta all'esibitore. Di ci viene data immediata notizia alla direzione generale del tesoro. I buoni all'ordine devono essere quietanzati dal titolare o dall'ultimo giratario. I buoni di cui i titolari non abbiano la libera disponibilit non possono essere pagati senza la autorizzazione della Direzione generale del tesoro da unire in copia ai buoni stessi. I buoni rinnovati devono portare a tergo, oltre alla firma per quietanza, l'indicazione della quietanza di entrata o del vaglia del Tesoro emesso per la rinnovazione. Per le quietanze dei buoni del tesoro valgono le disposizioni del presente regolamento relative alle quietanze dei titoli di spesa. Non sono per ammesse le quietanze in foglio a parte.

Art. 561. Il pagamento ai cessionari per atto pubblico o per scrittura privata autenticata da notaio, e quello ai procuratori o agli eredi del titolare o dell'ultimo giratario di un buono deve essere autorizzato dalla direzione generale del teso- ro. In quest'ultimo caso dev'essere prodotta istanza corredata dei documenti prescritti coll'art. 298 del presente regolamento.

562. I buoni pagati sono annullati dai tesorieri mediante apposizione sulla parte centrale dei titoli e sulle contromatrici del timbro con la dizione “pagato” e la data del pagamento e con perforazione. Il timbro deve essere impresso in modo ben chiaro e marcato con inchiostro a tinta indelebile e la perforazione deve essere eseguita su diversi punti del titolo lasciandone per inalterate le caratteristiche principali.

Art. 563. A termini dell'art. 1 della L. 4 aprile 1856 n. 1560, sono prescritti i buoni ordinari del tesoro al portatore e all'ordine il cui pagamento non sia reclamato durante venticinque anni a partire dal giorno della loro scadenza. Sezione III. - Smarrimento, furto o distruzione dei buoni, delle contromatrici e delle ricevute.

Art. 564. I buoni al portatore sono a rischio e pericolo dei possessori. Per quelli all'ordine, qualora ne sia dichiarato lo smarrimento, il furto o la distruzione, se ne può ottenere il pagamento con le modalità indicate negli articoli successivi.

 

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